
Alba stringeva forte il suo zaino rosso davanti al portone della scuola. Il cuore le batteva come un tamburo. «E se la maestra fosse severa?» pensò. «E se nessuno volesse giocare con me?» Il portone sembrava enorme, come la bocca di un gigante pronto a inghiottirla. La mamma le sorrise e le stese la mano. «Sarà una grande avventura,» disse piano. Alba fece un respiro profondo e mosse il primo passo verso l'ingresso.

Alba entrò nel corridoio, gli occhi spalancati. Le pareti erano piene di disegni colorati e cartelloni allegri. Bambini correvano ridendo, zaini colorati sulle spalle. Alba si sentì piccola e sola. Stringendo ancora di più lo zaino rosso, cercò la sua aula. Un cartello con lettere grandi diceva "Classe Prima A". Il cuore le batteva forte mentre si avvicinava alla porta, chiedendosi cosa avrebbe trovato oltre quella soglia.

Alba spinse piano la porta e sbirciò dentro. L'aula era piena di luce, con banchi colorati e un grande tappeto pieno di stelle. Non c'erano maestre severe, solo un sorriso caldo che l'accolse. «Benvenuta, Alba! Sono la maestra Elena,» disse una voce gentile. Alba si sentì subito più tranquilla. La paura cominciò a sciogliersi come neve al sole, lasciando spazio a una piccola scintilla di curiosità.

La maestra Elena aveva capelli raccolti e un cardigan giallo come il sole. «Vieni, siediti qui,» disse, indicando un banco vicino alla finestra. Alba si sedette, ancora un po' timida. La maestra le sorrise e disse: «Qui impareremo tante cose belle insieme.» Alba guardò intorno e vide altri bambini che sorridevano. Forse, pensò, la scuola non era così spaventosa come immaginava.

Al banco vicino, un bambino con i capelli ricci disegnava con grande concentrazione. Si chiamava Leo. Aveva davanti un foglio pieno di macchie colorate che sembravano un pasticcio. «Non riesco a fare un sole giusto,» disse Leo, un po' triste. Alba guardò il disegno e sorrise. «Posso aiutarti?» chiese timidamente. Leo alzò gli occhi, sorpreso e felice. «Sì, per favore!» rispose subito.

Alba aprì il suo zaino rosso e tirò fuori i suoi pastelli colorati. «Puoi usare questi,» disse, offrendoli a Leo con un sorriso. Leo prese un pastello giallo e disegnò un sole splendente. «Grazie, Alba!» esclamò contento. Insieme colorarono il foglio, ridendo per le forme strane che venivano fuori. Alba si accorse che condividere le sue cose la faceva sentire felice e non più sola.

La maestra Elena propose un gioco: costruire una torre di cubi colorati in coppia. Alba e Leo si guardarono e sorrisero. «Facciamola alta come una montagna!» disse Leo entusiasta. Lavorarono insieme, passandosi i cubi con attenzione. Quando la torre crollò per la terza volta, scoppiarono a ridere invece di arrabbiarsi. «Ricostruiamola,» disse Alba, «insieme siamo più forti!» E riuscirono a farla stare in piedi.

Dopo il gioco, la maestra Elena mostrò come si scrive la lettera A, come quella del nome di Alba. «Guardate, è come una piccola casa con il tetto,» disse, disegnandola alla lavagna. Alba prese la matita e provò a copiarla sul quaderno. La prima A uscì storta, ma la seconda era perfetta. «Ce l'ho fatta!» esclamò felice. Scrivere il proprio nome le sembrò una vera magia.

Durante la ricreazione, Alba e Leo uscirono in giardino. Altri bambini della classe li invitarono a giocare a palla. Alba, che prima aveva paura di essere esclusa, si unì felice al gruppo. «Passa la palla ad Alba!» gridò un bambino. Lei la prese e la lanciò verso Leo, ridendo forte. Il giardino era pieno di grida allegre e risate, e Alba capì che aveva trovato nuovi amici.

Tornata in aula, Alba pensò al portone spaventoso della mattina. Ora le sembrava così lontano, quasi buffo. La maestra Elena le chiese: «Com'è andata la tua prima giornata, Alba?» «All'inizio avevo tanta paura,» rispose Alba, «ma adesso non ho più paura di niente!» Leo le sorrise dal banco vicino. La paura, come una nuvola scura, era volata via lasciando spazio al sole della gioia.

Nei giorni seguenti, Alba corse a scuola senza più paura. Ogni mattina disegnava, scriveva e giocava con Leo e i suoi nuovi amici. La maestra Elena le insegnava canzoni e piccoli conti, e ogni scoperta era un'avventura nuova. Il suo zaino rosso, che prima stringeva per paura, adesso lo portava con orgoglio, pieno di quaderni e disegni. Andare a scuola era diventato il momento più bello della giornata.

Alla fine della settimana, la maestra Elena disse a tutta la classe: «Siete stati bravissimi!» Alba guardò Leo e i suoi compagni, orgogliosa di far parte di quel gruppo. Pensò al portone che tanto la spaventava e sorrise: non era una bocca di gigante, ma la porta di un mondo pieno di amici e scoperte. Con il suo zaino rosso sulle spalle, Alba tornò a casa felice, pronta per una nuova avventura il giorno dopo.