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Noha, in pigiama blu, stringe l'orsacchiotto sotto le coperte mentre la mamma, in cardigan morbido, lo guarda con dolcezza dalla porta della camera buia.
Noha era un bambino allegro, ma quando arrivava la notte il suo cuore batteva forte. Il buio nella sua stanza gli faceva paura. Ogni sera si nascondeva sotto le coperte, stringendo il suo orsacchiotto. «Non voglio dormire al buio!» diceva piano. La mamma lo guardava con dolcezza, sapendo che presto avrebbero trovato una soluzione insieme.
Noha, in pigiama blu, si copre la testa con la coperta e indica ombre sul muro. Mamma, in cardigan morbido, accende la luce e mostra i rami fuori dalla finestra.
Quella notte, Noha vide ombre strane muoversi sul muro. Erano solo i rami dell'albero fuori dalla finestra, ma a lui sembravano mostri. Si tirò le coperte sopra la testa e chiamò la mamma. «Mamma, ci sono ombre spaventose!» La mamma accese la luce e mostrò a Noha che erano solo rami. Lui respirò piano, ma il cuore batteva ancora forte.
Noha, in pigiama blu, punta la torcia gialla verso i giocattoli sul pavimento, illuminando un trenino e una palla, con espressione stupita.
Il giorno dopo, la mamma regalò a Noha una piccola torcia gialla. «Questa è la tua torcia magica» disse sorridendo. «Puoi usarla per scoprire cosa si nasconde nel buio.» Noha la stinse felice tra le mani. Quella sera, prima di dormire, provò ad accenderla e a puntarla sulle ombre. Con sorpresa, vide solo i suoi giocattoli sul pavimento.
Noha, in pigiama blu, inginocchiato accanto al letto, punta la torcia sotto il letto e scopre solo un paio di scarpe, sorridendo sollevato.
Con la torcia, Noha iniziò a esplorare la sua stanza ogni notte. Puntò la luce sull'armadio e vide solo i suoi vestiti. Puntò la luce sotto il letto e trovò solo delle scarpe. «Non ci sono mostri!» esclamò sorpreso. Pian piano, le ombre che prima lo spaventavano diventarono familiari, quasi amiche. Noha cominciò a sorridere al buio invece di temerlo.
Noha, in pigiama blu e con la torcia in mano, guarda fuori dalla finestra buia mentre un ramo tocca il vetro; il suo volto passa dalla paura al sorriso.
Una notte, un rumore strano arrivò dalla finestra. Tap, tap, tap. Il cuore di Noha si fermò per un istante. Stretto alla torcia, si avvicinò piano piano alla finestra. Guardò fuori e vide solo un ramo che toccava il vetro, mosso dal vento. «È solo il vento!» disse ridendo, sollevato. Il rumore misterioso non era più spaventoso, ora sembrava quasi divertente.
Noha, in pigiama blu, sorride a occhi chiusi nel letto, con la torcia sul comodino e il vento che soffia dolcemente fuori dalla finestra stellata.
Da quella notte, Noha imparò ad ascoltare i suoni della casa senza paura. Il vento che soffiava fuori diventò come una canzone della buonanotte. Ogni tap sul vetro gli ricordava che fuori c'era solo la natura, non i mostri. Con la sua torcia sempre pronta, si sentiva più coraggioso. «Il buio non è così male» pensò, chiudendo gli occhi con un sorriso.
Noha, in pigiama blu, tiene la torcia spenta in grembo e conta a occhi chiusi mentre Mamma, in cardigan morbido, lo osserva con un sorriso incoraggiante.
Una sera, la mamma propose un piccolo gioco. «Perché non provi a spegnere la torcia per un minuto?» chiese con dolcezza. Noha esitò, ma decise di provare. Contò lentamente: uno, due, tre... Il buio lo avvolse, ma questa volta non sentì paura, solo un leggero brivido di emozione. Quando riaccese la torcia, sorrise orgoglioso di se stesso.
Noha, in pigiama blu, stringe l'orsacchiotto e sorride nel buio della camera, mentre Mamma, in cardigan morbido, siede sul bordo del letto e gli sussurra parole gentili.
Ogni notte, Noha provava a stare al buio un po' più a lungo. Prima un minuto, poi due, poi cinque. La mamma lo incoraggiava sempre con parole gentili. «Sei molto coraggioso, Noha» gli diceva. Lui iniziava a crederci davvero. Anche l'orsacchiotto sembrava più tranquillo tra le sue braccia, come se anche lui non avesse più paura.
Noha, in pigiama blu, guarda incantato il cielo stellato dalla finestra della sua camera buia, con un sorriso di meraviglia.
Una notte, Noha guardò fuori dalla finestra e vide il cielo pieno di stelle. «Sono così belle nel buio!» esclamò meravigliato. Capì che senza il buio, le stelle non si potrebbero vedere. Quella scoperta lo fece sorridere. Il buio non era più solo paura, ma anche uno spazio pieno di meraviglie da scoprire, come un cielo stellato sopra la sua testa.
Noha, in pigiama blu, dorme sereno con l'orsacchiotto accanto, la torcia spenta sul comodino, immerso in un sonno senza paura.
Finalmente, Noha decise di provare a dormire senza accendere la torcia. La tenne vicino, solo per sicurezza, ma non la usò. Chiuse gli occhi e respirò piano. Il buio della stanza sembrava ora gentile, come una coperta calda. Si addormentò velocemente, sognando stelle e avventure, senza alcuna paura del buio che lo circondava.
Noha, in pigiama blu, corre felice verso Mamma che lo accoglie a braccia aperte in cardigan morbido; entrambi sorridono raggiante nella luce del mattino.
La mattina dopo, Noha si svegliò felice e riposato. Corse dalla mamma gridando: «Ho dormito tutta la notte senza paura!» La mamma lo abbracciò forte, orgogliosa di lui. «Sapevo che potevi farlo» disse sorridendo. Noha si sentì fortissimo, come un piccolo eroe che aveva vinto la sua più grande paura.
Noha, in pigiama blu, siede sul letto accanto a Mamma in cardigan morbido; indica la finestra stellata e dice sorridendo che il buio è un amico.
Da quel giorno, Noha non ebbe più paura del buio. Ogni sera, guardava le ombre e le stelle con curiosità, non con timore. La sua torcia rimase sul comodino, usata solo per giocare, non per proteggersi. «Il buio è solo un amico che aspetta di essere conosciuto» disse un giorno alla mamma, sorridendo con grande sicurezza.