
Nella classe di Camilla tutti parlavano insieme, come un fiume in piena. «Basta chiacchiere!» disse la maestra Rosa, sorridendo. «Oggi giochiamo al gioco del silenzio.» Camilla guardò i compagni, curiosa. Nessuno aveva mai provato a stare zitto per più di un minuto. La maestra alzò un dito e tutti si misero in attesa, pronti a scoprire qualcosa di nuovo.

La maestra Rosa disse: «Chiudete gli occhi e ascoltate.» Camilla chiuse gli occhi piano. All'inizio sentiva solo il proprio respiro. Poi arrivò il canto di un uccellino fuori dalla finestra. Un compagno rise piano, ma si fermò subito. Camilla sorrise: non aveva mai notato quanti suoni si nascondono nel silenzio della classe.

Durante il secondo minuto, Camilla sentì il cuore battere forte. «È strano» pensò «ma mi sento calma.» Guardò i compagni: anche loro sembravano più tranquilli. La maestra Rosa chiese sottovoce: «Cosa avete scoperto?» Camilla alzò la mano e disse: «Il silenzio non è vuoto, è pieno di piccole cose belle da ascoltare.»

Da quel giorno, ogni mattina la classe faceva il gioco del silenzio prima delle lezioni. Camilla notò che i compagni litigavano meno e si ascoltavano di più. «Il silenzio ci ha insegnato ad ascoltarci» disse la maestra Rosa, orgogliosa. Camilla annuì, pensando che a volte le parole più importanti nascono proprio quando tutti stanno zitti insieme.