

Leo, il cucciolo di leone con la criniera soffice e ribelle, giocava felice al suo videogioco preferito. Saltava, correva, vinceva livelli su livelli! «Ancora uno!» rideva, premendo i bottoni con le zampette. Il sole splendeva fuori, ma Leo non voleva smettere. Il gioco era troppo divertente per fermarsi adesso.

«Leo, è ora di spegnere!» disse la mamma dolcemente. Leo strinse i pugni. «Ancora un minuto!» supplicò. Ma la mamma scosse la testa. Dentro la pancia di Leo, qualcosa cominciò a scaldarsi, come un piccolo fuoco che cresceva sempre di più. Non voleva smettere di giocare, proprio no!

Il fuoco dentro Leo crebbe e crebbe. All'improvviso, un ruggito fortissimo uscì dalla sua bocca! «RRROOOAR!» La sua criniera soffice si arruffò tutta, diventando ispida e disordinata. Leo si sentiva come un vulcano pronto a esplodere. Non capiva perché si sentisse così arrabbiato e spaventato insieme.

Con la criniera tutta arruffata, Leo si sedette a terra, triste. «Perché mi sento così?» si chiese. Il videogioco era spento, e lui si sentiva ancora più infuriato. Le sue zampette tremavano. Non gli piaceva sentirsi così ribollente dentro. Voleva tornare a essere il leoncino allegro di sempre.

Qualche giorno dopo, mentre giocava, il giocattolo preferito di Leo si rompe con un piccolo click. «Nooo!» gridò Leo, e il fuoco dentro tornò a bruciare. Lanciò i pezzi del giocattolo lontano, ruggendo di rabbia. La sua criniera si gonfiò come una nuvola scura e tempestosa.

La mamma corse verso Leo e lo abbracciò forte. «Capisco che sei arrabbiato, piccolo mio» disse con voce calma. Leo nascose il muso nella sua criniera dorata. «Il fuoco... non riesco a fermarlo» singhiozzò. La mamma sorrise piano. «Ti insegno un trucco speciale» promise, accarezzandogli la schiena.

«Si chiama il respiro della nuvola» spiegò la mamma. «Inspira piano, contando uno, due, tre.» Leo chiuse gli occhi e inspirò. «Ora soffia via la rabbia, come il vento tra gli alberi!» Leo soffiò forte: «Fffffuuu!» Il fuoco dentro sembrò tremolare appena, come una candela nel vento.

Leo provò ancora. Uno, due, tre... e soffiò di nuovo. La sua criniera, ancora un po' arruffata, si mosse piano come se danzasse. «Funziona un po'!» disse sorpreso. Il fuoco dentro non era più così grande. La mamma gli sorrise, orgogliosa del suo piccolo leoncino coraggioso.

Il giorno dopo, mentre costruiva una torre di blocchi, questa crollò di colpo. Il ruggito stava per uscire, ma Leo si fermò. «Uno, due, tre» sussurrò, inspirando piano. Poi soffiò forte, come il vento tra gli alberi. Il fuoco si spense quasi del tutto, lasciandolo calmo e sorpreso.

Dopo il respiro della nuvola, Leo si guardò allo specchio dell'acqua del fiume. La sua criniera, prima arruffata, tornava a splendere dorata e soffice come prima! «Ha funzionato davvero!» esclamò felice. Si sentiva leggero, come se una nuvola pesante fosse finalmente volata via dal suo cuore.

Quel pomeriggio, Leo giocava con i suoi amici nella savana. Un cucciolo di elefante si arrabbiò perché perse una gara. «Prova il respiro della nuvola!» suggerì Leo gentilmente. Insieme contarono: uno, due, tre, e soffiarono il vento tra gli alberi. L'elefantino si calmò e sorrise di nuovo.

Leo imparò che il fuoco dentro arriva a volte, ma ora sapeva come calmarlo. Con la criniera splendente e il cuore leggero, corse a giocare con i suoi amici sotto il sole caldo della savana. «Sono felice di essere io» pensò Leo, ruggendo piano di gioia.
--:--
--:--
0/12