Skip to main content
cover
Leo, il cucciolo di leone dalla criniera soffice, è seduto sul pavimento della sua tana illuminata dal sole, con le zampette sui tasti del videogioco. Ride, saltella, vince livelli, gli occhi pieni di eccitazione.
Leo, il cucciolo di leone con la criniera soffice e ribelle, giocava felice al suo videogioco preferito. Saltava, correva, vinceva livelli su livelli! «Ancora uno!» rideva, premendo i bottoni con le zampette. Il sole splendeva fuori, ma Leo non voleva smettere. Il gioco era troppo divertente per fermarsi adesso.
Leo stringe i pugni e guarda la mamma, che scuote dolcemente la testa. Il sole filtra dalle finestre della tana, ma il viso di Leo si rabbuia; sente un calore ribollire nella pancia.
«Leo, è ora di spegnere!» disse la mamma dolcemente. Leo strinse i pugni. «Ancora un minuto!» supplicò. Ma la mamma scosse la testa. Dentro la pancia di Leo, qualcosa cominciò a scaldarsi, come un piccolo fuoco che cresceva sempre di più. Non voleva smettere di giocare, proprio no!
Leo è in piedi nella tana, la criniera arruffata e ispida, la bocca spalancata in un ruggito furioso. I suoi occhi sono infuocati e la sua ombra si allunga minacciosa sulla parete.
Il fuoco dentro Leo crebbe e crebbe. All'improvviso, un ruggito fortissimo uscì dalla sua bocca! «RRROOOAR!» La sua criniera soffice si arruffò tutta, diventando ispida e disordinata. Leo si sentiva come un vulcano pronto a esplodere. Non capiva perché si sentisse così arrabbiato e spaventato insieme.
Leo, con la criniera ancora arruffata, è seduto a terra accanto al videogioco spento. Una lacrima scende sul suo muso mentre le zampette gli tremano, guardando triste il pavimento.
Con la criniera tutta arruffata, Leo si sedette a terra, triste. «Perché mi sento così?» si chiese. Il videogioco era spento, e lui si sentiva ancora più infuriato. Le sue zampette tremavano. Non gli piaceva sentirsi così ribollente dentro. Voleva tornare a essere il leoncino allegro di sempre.
Leo lancia via i pezzi di un giocattolo rotto; la sua criniera si gonfia come una nuvola scura. La bocca spalancata ruggisce rabbiosa, gli occhi pieni di frustrazione.
Qualche giorno dopo, mentre giocava, il giocattolo preferito di Leo si rompe con un piccolo click. «Nooo!» gridò Leo, e il fuoco dentro tornò a bruciare. Lanciò i pezzi del giocattolo lontano, ruggendo di rabbia. La sua criniera si gonfiò come una nuvola scura e tempestosa.
La mamma abbraccia forte Leo, che nasconde il muso nella sua criniera dorata. Il sole al tramonto tinge d’arancione la scena, mentre lei gli accarezza la schiena con espressione serena.
La mamma corse verso Leo e lo abbracciò forte. «Capisco che sei arrabbiato, piccolo mio» disse con voce calma. Leo nascose il muso nella sua criniera dorata. «Il fuoco... non riesco a fermarlo» singhiozzò. La mamma sorrise piano. «Ti insegno un trucco speciale» promise, accarezzandogli la schiena.
La mamma siede accanto a Leo nella penombra della tana. Lui chiude gli occhi e inspira lentamente, mentre lei conta piano: uno, due, tre. Le loro ombre si allungano sulle pareti.
«Si chiama il respiro della nuvola» spiegò la mamma. «Inspira piano, contando uno, due, tre.» Leo chiuse gli occhi e inspirò. «Ora soffia via la rabbia, come il vento tra gli alberi!» Leo soffiò forte: «Fffffuuu!» Il fuoco dentro sembrò tremolare appena, come una candela nel vento.
Leo prova ancora il respiro della nuvola: inspira e poi soffia, la criniera ancora un po’ arruffata che danza. La mamma, dietro di lui, sorride orgogliosa nella luce soffusa della tana.
Leo provò ancora. Uno, due, tre... e soffiò di nuovo. La sua criniera, ancora un po' arruffata, si mosse piano come se danzasse. «Funziona un po'!» disse sorpreso. Il fuoco dentro non era più così grande. La mamma gli sorrise, orgogliosa del suo piccolo leoncino coraggioso.
Leo costruisce una torre di blocchi nella sua stanza. Quando crolla, lui chiude gli occhi, inspira e soffia con il respiro della nuvola. Il suo viso da teso diventa calmo e sorpreso.
Il giorno dopo, mentre costruiva una torre di blocchi, questa crollò di colpo. Il ruggito stava per uscire, ma Leo si fermò. «Uno, due, tre» sussurrò, inspirando piano. Poi soffiò forte, come il vento tra gli alberi. Il fuoco si spense quasi del tutto, lasciandolo calmo e sorpreso.
Leo si specchia nell’acqua limpida del fiume, con la criniera tornata soffice e lucente. Sorride felice, il cielo azzurro e il sole riflessi accanto a lui.
Dopo il respiro della nuvola, Leo si guardò allo specchio dell'acqua del fiume. La sua criniera, prima arruffata, tornava a splendere dorata e soffice come prima! «Ha funzionato davvero!» esclamò felice. Si sentiva leggero, come se una nuvola pesante fosse finalmente volata via dal suo cuore.
Nella savana, Leo conta fino a tre insieme a un piccolo elefante grigio chiaro. Poi entrambi soffiano forte, come il vento tra gli alberi. L’elefantino, prima imbronciato, ora sorride sollevato.
Quel pomeriggio, Leo giocava con i suoi amici nella savana. Un cucciolo di elefante si arrabbiò perché perse una gara. «Prova il respiro della nuvola!» suggerì Leo gentilmente. Insieme contarono: uno, due, tre, e soffiarono il vento tra gli alberi. L'elefantino si calmò e sorrise di nuovo.
Leo corre felice nella savana, la criniera dorata che risplende sotto il sole caldo. Ruggisce piano di gioia, con gli occhi luminosi e il corpo leggero.
Leo imparò che il fuoco dentro arriva a volte, ma ora sapeva come calmarlo. Con la criniera splendente e il cuore leggero, corse a giocare con i suoi amici sotto il sole caldo della savana. «Sono felice di essere io» pensò Leo, ruggendo piano di gioia.
--:--
--:--
0/12